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Il credito d’imposta in pubblicità

Lo scorso 24 luglio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.P.C.M. 16 maggio 2018, n. 90 contenente la disciplina dei criteri e delle modalità per il riconoscimento degli incentivi fiscali relativi agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali.

Ricordiamo in sintesi le regole per accedere all’agevolazione:

  • Beneficiari: imprese o lavoratori autonomi, indipendentemente dalla natura giuridica, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato, nonché enti non commerciali.

  • Investimenti agevolabili: investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, effettuati dal 1° gennaio 2018, il cui valore superi di almeno l’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente (investimenti incrementali); sono altresì agevolabili gli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line, effettuati dal 24 giugno al 31 dicembre 2017, purché il loro valore superi almeno dell’1% l’ammontare degli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nel 2016;

  • Misura dell’agevolazione: il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% nel caso di micro-imprese, piccole e medie imprese e start-up innovative; il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite il modello F24, da presentare attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.

  • Limiti: il beneficio è alternativo e non cumulabile con ogni altra agevolazione prevista dalla normativa nazionale, regionale o comunitaria.

  • Procedura: per accedere al credito d’imposta, gli interessati, nel periodo compreso dal 1° al 31 marzo di ciascun anno, devono presentare un’apposita comunicazione telematica (con le modalità che saranno definite dal dipartimento per l’Informazione e l’editoria). Per il 2018 la comunicazione telematica dovrà essere presentata a partire dal sessantesimo giorno ed entro il novantesimo giorno successivo al 24 luglio 2018 (data di pubblicazione del decreto); per gli investimenti incrementali effettuati dal 24 giugno al 31 dicembre 2017 la comunicazione andrà effettuata separatamente.

Le novità del decreto attuativo del credito d’imposta pubblicità

È di prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il regolamento applicativo del credito d’imposta pubblicità.

Il credito d’imposta, introdotto dalla Manovra correttiva (D.L. n. 50/2017), permette ai titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo e agli enti non commerciali, che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie per un valore complessivo superiore almeno all’1% di quelli realizzati nell’anno precedente sugli stessi mezzi di informazione, di ottenere un incentivo fiscale.

Il regolamento attuativo è stato firmato ed è in corso di registrazione presso la Corte dei conti.

Per il 2018, i soggetti interessati potranno presentare domanda di ammissione al credito tra il 60° ed il 90° giorno successivo a quello di pubblicazione del decreto, per via telematica sul sito dell’Agenzia entrate.

Per “stessi mezzi di informazione” si dovranno intendere non le singole testate giornalistiche o radiotelevisive, ma il tipo di canale informativo.

Qualora gli investimenti siano effettuati su diversi canali informativi, l’incremento deve essere verificato e calcolato in maniera distinta, considerando i rispettivi incrementi percentuali. Non è tuttavia possibile accedere al credito d’imposta per l’incremento effettuato, ad esempio, sulla stampa, se è diminuito l’investimento sul canale radio televisivo.

Il valore del credito è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative. In attesa di ricevere il via libera dalla Commissione europea, anche a micro, piccole e medie imprese e start up innovative il credito sarà riconosciuto provvisoriamente nella misura del 75%.

Sono ammissibili gli investimenti in acquisti di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali su giornali quotidiani e periodici, nazionali, locali, anche online, nell’ambito della programmazione di emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.

È possibile godere dell’agevolazione anche per gli investimenti incrementali effettuati nel periodo 24 giugno – 31 dicembre 2017, esclusivamente per la pubblicità pubblica sulla stampa, anche online.

Non sono, invece, agevolabili le spese sostenute per televendite, servizi di pronostici giochi, scommesse, servizi di messaggeria vocale o chat-line con servizi a sovraprezzo.

Il sostenimento delle spese deve essere attestato da soggetti legittimati a rilasciare il visto di conformità o da revisori legali.

Il credito d’imposta è utilizzabile solo in compensazione tramite il modello F24.

Per ottenere il credito i soggetti devono presentare istanza telematica.

Investimenti in attività di Ricerca e Sviluppo

lavoro   Con la risoluzione n. 55/E del 19 luglio 2016 l’Agenzia Entrate ha precisato che anche le spese sostenute per i contratti di somministrazione di lavoro relativi a personale altamente qualificato rientrano tra quelle che danno diritto all’agevolazione introdotta dal D.L. n. 145/2013, in quanto sostanzialmente equiparate a quelle per il personale dipendente. Ricordiamo che a tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo, è riconosciuto un credito d’imposta pari al 25% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015. Le spese devono essere sostenute a partire dall’anno d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019.

La misura dell’agevolazione sale al 50% per le spese relative al personale altamente qualificato e per quelle relative a contratti di ricerca c.d. “extra muros” (contratti con Università, enti di ricerca e altre imprese, comprese le start-up innovative).

La disciplina del contratto di somministrazione, contenuta nel D.Lgs. n. 81/2015, prevede che per tutta la durata del rapporto contrattuale i lavoratori svolgano la loro attività alle dipendenze dell’agenzia di somministrazione, ma nell’interesse e sotto la direzione ed il controllo dell’impresa utilizzatrice. L’Agenzia Entrate ha specificato che, da un punto di vista sostanziale, il “rapporto di lavoro” instaurato tra l’utilizzatore e il lavoratore ha caratteristiche analoghe a quello che si instaura tra datore di lavoro e lavoratore; di conseguenza i costi sostenuti dal datore di lavoro, ad eccezione delle spese relative al contratto commerciale stipulato con il somministratore, rientrano tra quelli per personale altamente qualificato ammessi al beneficio.

Bonus Acquisto Macchinari (o Tremonti-quater)

L’art. 18, D.L. 24/06/2014 n. 91 conv. con modif. dalla L. 11/08/2014 n. 116 disciplina il Credito d’imposta per gli investimenti effettuati in alcuni beni (c.d. bonus acquisto macchinari o Tremonti-quater).

Beneficio fiscale
Viene attribuito un credito d’imposta pari al 15% dell’investimento da utilizzare (più esattamente pari al 15% dell’incremento degli investimenti rispetto al quinquennio precedente. In sostanza se nel quinquennio non sono stati effettuati investimenti l’importo compete per intero).
Il credito potrà essere utilizzato in 3 anni compensandolo con imposte, tasse e contributi. (Ad. es. acquisto di un macchinario tessile di € 10.000, viene restituito € 1.500,00)

Ambito soggettivo
I soggetti destinatari sono gli esercenti attività d’impresa e gli enti non commerciali con riferimento all’attività d’impresa (esclusi quindi i lavoratori autonomi) e può riguardare anche le imprese neo-costituite dopo il 25/06/2014.
Non ci sono limitazioni riguardo le dimensioni, il settore produttivo o al regime contabile (anche per gli aderenti al regime dei minimi, forfettari, nuove iniziative produttive).

Tempistica e modalità
La scadenza è il 30/06/2015 (forse proroga a fine 2015)
Agevolabile l’acquisto (anche in appalto), in economia ed anche in leasing.

Ambito oggettivo
L’acquisto deve riguardare beni strumentali nuovi di cui alla divisione ATECO 28 a prescindere dal codice attività sotto il quale opera il soggetto cedente (vds. allegata tabella ATECO). Il soggetto cedente può essere anche una società commerciale e non necessariamente l’impresa manifatturiera. In sostanza la tabella serve a identificare i beni oggetto dell’agevolazione.

I beni devono avere le seguenti caratteristiche:
– appartenere alla Divisione 28 della Tabella ATECO. Se il bene è complesso è agevolato anche il componente che è fuori dalla divisione 28 strettamente necessario (es. un macchinario comandato da computer e software, questi ultimi non sarebbero compresi nella tabella);
– devono essere beni strumentali cioè necessari ad essere impiegati come strumenti di produzione (quindi no beni di consumo, ad es. Ateco 28.23.01 parla di Fabbricazione di cartucce e toner ma questi sono beni di consumo e non strumentali quindi sono esclusi);
–  devono essere nuovi. Possono anche incorporare parti “non nuove” ma il cedente deve attestare che la parte usata non sia prevalente nell’insieme;
– investimento minimo Euro 10.000 (compreso spese di trasporto, installazione, collaudi)

Domande comuni
Deve essere presentata una domanda preventiva all’acquisto? No, nessuna domanda preventiva.
Può rientrarci un bene che ho già acquistato? Si, può riguardare acquisti già effettuati.
Riguarda anche l’acquisto di veicoli? No, riguarda la divisione 28 ATECO.

Alcuni esempi tratti dalla Tabella ATECO divisione 28. Si ribadisce che l’agevolazione riguarda il “bene” acquistato e non la “fabbricazione”.

28.94.10 Fabbricazione di macchine tessili, di macchine e di impianti per il trattamento ausiliario dei tessili, di macchine per cucire e per maglieria (incluse parti e accessori)
28.94.20 Fabbricazione di macchine e apparecchi per l’industria delle pelli, del cuoio e delle calzature(incluse parti e accessori)
28.93.00 Fabbricazione di macchine per l’industria alimentare, delle bevande e del tabacco (incluse parti e accessori)
28.29.92 Fabbricazione di macchine per la pulizia (incluse le lavastoviglie) per uso non domestico
28.99.10 Fabbricazione di macchine per la stampa e la legatoria (incluse parti e accessori)
28.95.00 Fabbricazione di macchine per l’industria della carta e del cartone (incluse parti e accessori)
28.22.02 Fabbricazione di gru, argani, verricelli a mano e a motore, carrelli trasbordatori, carrelli elevatori e piattaforme girevoli
28.22.01 Fabbricazione di ascensori, montacarichi e scale mobili
28.29.91 Fabbricazione di apparecchi per depurare e filtrare liquidi e gas per uso non domestico
28.41.00 Fabbricazione di macchine utensili per la formatura dei metalli (incluse parti e accessori ed escluse le parti intercambiabili)
28.94.30 Fabbricazione di apparecchiature e di macchine per lavanderie e stirerie (incluse parti e accessori)
28.99.30 Fabbricazione di apparecchi per istituti di bellezza e centri di benessere

Riferimenti:

  • Art. 18 D. L. 24/06/2014 n. 91 conv. con modif. dalla L. 11/08/2014 n. 116
  • C. M. 19/02/2015 n. 5/E
  • Circolare Assonime 02/04/2015 n. 9